Quella notte sarà ricordata da me per sempre, è una notte incancellabile, rimarrà indelebile nella mia mente. Per un lasso di tempo ho creduto di essere pazza, di soffrire di depressione e allucinazioni. Oggi invece credo che non sia stato tutto frutto della mia fantasia contorta.
Trovo sollievo nel leggere molte esperienze che si accomunano alla mia. (se sapete l'inglese c'è un sito dove vengono raccontate dagli utenti www.shadowpeople.org).
Ognuno poi è libero di pensare che queste storie siano campate per aria e prive di fondamento, ciononostante proverò a illustrarvi meglio questo fenomeno che ci crediate o meno accomuna molte più persone di quello che credete.
Ho iniziato a svegliarmi nel cuore della notte rendedomi conto di essere cosciente ma di non riuscire a muovere nessun muscolo del corpo. Ero in grado solo di roteare gli occhi. Sentivo come se qualcosa stesse provando a soffocarmi, mancava sempre più aria e l'angoscia velocemente cresceva. 2 minuti di panico che lasciano dietro di sè paura, sgomento, terrore vero.
E notte dopo notte la paura aumentava fino a che andare a dormire era l'evento più temuto e carico di tensione mai affrontato.
Dopo varie ricerche sul web pare che questo fenomeno venga scientificamente denominato "paralisi del sonno". Ecco la spiegazione wikipediana del caso :
La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui nel momento prima di addormentarsi o, più comunemente, al risveglio ci si trova impossibilitati a muoversi. Questo disturbo dura molto poco (al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima di addormentarsi), talvolta di più, ma mai per un tempo oggettivamente lungo. Durante la paralisi tutti i muscoli del corpo sono paralizzati, e nonostante la persona in cui il disturbo si manifesta sia del tutto cosciente, riesce a compiere pochissimi movimenti, in certi casi solo il movimento degli occhi, della lingua o alcuni lievissimi movimenti degli arti; comunque durante le paralisi non si verificano problemi respiratori.
Questo stato di paralisi è dovuto alla persistenza dello stato di atonia che i muscoli presentano durante il sonno ed è causato da una discordanza tra la mente e il corpo: il cervello è attivo e cosciente, e il soggetto riesce spesso a vedere e sentire chiaramente ciò che lo circonda. Nonostante ciò il corpo permane in uno stato di riposo. Ciò solitamente incute terrore e angoscia nell'individuo affetto dal disturbo. Le cause più comuni sono: mancanza di riposo, stress e ritmi di sonno irregolari. Spesso la "vittima" di tale paralisi prova a gridare per chiedere aiuto, riuscendo al massimo a sussurrare debolmente, provando la sgradevole sensazione di sentire la propria voce soffocata da qualcosa di anomalo.
La sensazione di percepire o vedere qualcosa di spaventoso si può anche spiegare con il fenomeno delle allucinazione ipnagogiche:
illusioni o allucinazioni ipnagogiche sono esperienze intense e vivide che si verificano all'inizio di un periodo di sonno e avvengono spesso in aggiunta delle paralisi ipnagogiche.L'incubo di Johann Heinrich Füssli rappresenta un'illusione ipnagogica.
Questa fase dura da qualche secondo a diversi minuti in cui alcuni o tutti i sensi, ma in particolar modo vista, udito e tatto, possono risultare coinvolti e frequentemente è molto difficoltoso per il soggetto distinguere l'allucinazione dalla realtà. Alcune volte le allucinazioni ipnagogiche possono costituire un’esperienza piuttosto spaventosa, specialmente perché l'illusione consiste in soggetti terrificanti.
Ma io personalmente sono convinta di quello che ho vissuto, e in alcune di queste occasioni ho sentito la presenza negativa del popolo delle ombre; una distinta ombra che si muoveva distesa sopra il mio petto, che bloccando ogni mio movimento cercava di stringermi la gola e che a velocità supersonica spariva nel buio della stanza.Qui entra in gioco un'altra teoria per spiegare ciò che io e molte altre persone abbiamo vissuto.Questo tema dei "visitatori notturni" trova radici in molte culture e già in tempi antichi.
ho trovato esseri che corrispondono alla descrizione di Shadow People nel Cristianesimo (i demoni), nell'Induismo (spiriti che viaggiano da un piano ad un altro), nell'Islam (i jinn), nel Buddismo (entità oscure che le persone da me intervistate hanno ammesso esistere ma, allo stesso tempo, hanno rifiutato categoricamente di parlarne), e nello sciamanesimo degli Indiani d'America (gli uomini medicina che hanno fatto cattivo uso dei loro poteri si sono trasformati in qualcosa di meno che umano).
Per la maggior parte queste presenze di manifestano nel cuore della notte nelle stanze da letto delle persone, terrorizzandole e spesso tentandole di soffocarle. Lo scrittore americano Jason Offut in un intervista rilasciata a una giornalista italiana, Lavinia Pallotta, suddivide questi esseri bi-dimensionali in categorie :
- Ombre
Benigne (Benign Shadow): Queste ombre non interagiscono con le persone che le
vedono, né sembrano consapevoli della loro presenza.
- Ombre
Negative (Negative Shadow): Sembrano spiare le persone. Coloro che le vedono
raccontano di "sentire" qualcosa di sinistro provenire da loro.
- Ombre
dagli Occhi Rossi (Red Eyed Shadow): Con queste entità, la sensazione che vi
sia qualcosa di sinistro è dieci volte più forte. Spesso i testimoni hanno la
sensazione che queste ombre si nutrano della paura che incutono nelle persone.
La caratteristica che le contraddistingue rispetto agli altri Shadow People
sono i loro accesi occhi rossi.
- Ombre
Incappucciate, Arrabbiate (Angry, Hooded Shadow): Sono sempre ombre negative,
ma sembrano indossare un cappuccio da monaco. Spesso hanno gli occhi rossi e
danno l'impressione di nutrirsi di paura.
- L'Uomo
con il Cappello (The Hat Man): Questa entità può essere benigna, negativa o
avere gli occhi rossi. La sua caratteristica principale è che sembra indossare
una federa (cappello di feltro basso, ndr) e a volte un mantello.
- L'Ombra
Ronzante (Buzzing Shadow): è una delle tipologie più rare, accompagnata da un
ronzio elettronico. Le persone che ne hanno fatto esperienza hanno avuto la
sensazione che quel suono sia il loro modo di comunicare.



